Associazione Massimo Urbani

Ruolo della musica jazz nella società - di Gerardo Bartoccini

Per stabilire il ruolo che spetta alla musica jazz nella societa’ ed in particolare a Roma bisogna considerare vari aspetti:
• L’arte e l’intrattenimento
• Il jazz come creazione estemporanea
• Il concerto jazz come evento
L’arte e l’intrattenimento
In questi ultimi anni a Roma c’e’ stato un proliferare di iniziative estive in cui si sono creati spazi per concerti e musica dal vivo. Alcuni di questi spazi erano dedicati in particolare alla musica jazz, ed hanno ottenuto un buon successo di pubblico. A queste iniziative ha spesso fatto eco un buon successo “invernale” dei locali o degli organizzatori responsabili di tali iniziative estive.
Spesso pero’ il giudizio positivo o negativo su tali iniziative si e’ limitato al risultato della presenza di pubblico. Si e’ cioe’ giudicata l’iniziativa solo dal punto di vista “commerciale”.
A questo proposito diventa assolutamente secondario sia il livello e la varieta’ degli artisti invitati ad esibirsi, sia il genere musicale da queste iniziative “rappresentato”.
In poche parole, alcune di queste iniziative si sono dedicate al jazz solo per opportunismo commerciale, o, nel migliore dei casi, per interesse personale dell’organizzatore.
Per concludere, si e’ confuso il valore artistico e culturale delle singole proposte e/o dell’intera rassegna con la capacita’ di svago e intrattenimento sugli ascoltatori.
Il jazz come creazione estemporanea
In quanto musica basata sull’improvvisazione, il jazz soffre, in una societa’ in cui non sia coltivato fin dall’infanzia, dell’approccio ad un linguaggio che l’ascoltatore “medio” non conosce, e nel quale non sente di riconoscersi.
La difficolta’ che un ascoltatore “medio” incontra nell’affrontare un concerto di musica spesso quasi totalmente “inedita”, puo’ essere attenuata se l’ascoltatore riesce ad identificare il percorso che i musicisti seguono, il che e’ possibile solo qualora si possieda un background che la societa’ italiana di oggi non fornisce.
Il concerto jazz come evento
A fare da (parziale) contraltare alla difficolta’ di approccio alla musica improvvisata (jazz in particolare) sembra essere il successo di alcuni concerti o manifestazioni, ai quali gli ascoltatori accorrono in massa, indipendentemente dalla complessita’ del repertorio proposto. In questo caso occorre fare riferimento al fenomeno dell’”evento”, spesso molto pubblicizzato e caratterizzato da crismi di unicita’ (o perlomeno rarita’) tali da renderlo “imperdibile”. Non ci interessa approfondire questo aspetto ma ci sembra evidente che non concorre al nostro intento, che verra’ discusso nel prossimo paragrafo.
Diffusione musica jazz su territorio
• Le star e gli “operai”
• Il jazz nei quartieri
• Il jazz nelle scuole
Uno dei nostri obiettivi principali, come associazione culturale tesa alla promozione dell’attivita’ dei musicisti jazz, e’ quello di tutelare e promuovere l’attivita’ artistica e culturale. L’amministrazione comunale, specialmente in una citta’ come Roma, spesso identificata come faro insostituibile nella documentazione dell’espressione artistica di secoli se non millenni, ma purtroppo oggi ai margini del fermento creativo comune ad altre capitali europee ed internazionali, e’ probabilmente simile.
Dopo aver affrontato e descritto brevemente la situazione attuale nel capitolo precedente, suggeriamo ora una strada secondo noi opportuna per raggiungere questo scopo.
La nostra esperienza ci conferma che l’interesse per la musica dal vivo e per il jazz in particolare e’ tutt’altro che “estinto” nei potenziali ascoltatori che ci capita di incontrare, sia negli ambiti deputati alla musica e al jazz che altrove.
Questo interesse si potrebbe definire piuttosto assopito, o “in letargo”.
E’ vero pero’ che, come accennato sopra, la crescita culturale di un ascoltatore va guidata e seguita. Attirare ascoltatori in un jazz club o ad una rassegna o ad un festival mediante pubblicita’ o altro non e’ che una soluzione parziale.
Noi proponiamo di incrementare la diffusione del jazz mediante una diffusione fisica nella citta’ di luoghi e occasioni che permettano agli ascoltatori di accedere con piu’ facilita’ alla musica.
Le star e gli “operai”
Roma puo’ vantare di aver dato i natali ad alcuni dei piu’ prestigiosi jazzisti europei, che hanno collaborato e collaborano con grandi musicisti europei e d’oltre oceano da anni, e sono da essi riconosciuti e stimati.
E’ vero pero’ che il panorama jazzistico romani e’ costellato di grandi musicisti che non hanno ancora avuto occasione di ottenere riconoscimenti simili, ma la cui attivita’ (spesso della durata di decenni) e’ stata ed e’ preziosa per la cittadinanza, per i giovani musicisti e per tutti gli amanti del jazz.
Si tratta di decine di musicisti che, nell’arco della loro carriera, hanno talvolta collaborato con le “star” sopra menzionate, hanno realizzato LP e CD assolutamente meritori, hanno vinto premi e ottenuto lusinghiere recensioni, e soprattutto, effettuano un’attivita’ di musica dal vivo continua ed entusiasta, che non va assolutamente dimenticata.
Sono questi musicisti che hanno avuto in carico in questi anni la responsabilita’ di mantenere e diffondere (spesso anche attraverso l’attivita’ didattica) la cultura jazzistica, e sono questi musicisti che possono continuare a farlo, magari in piu’ luoghi e in piu’ occasioni, se la loro attivita’ viene protetta e tutelata.
Il jazz nei quartieri
Perche’ la cultura jazzistica e l’espressione artistica che spesso le si affianca possano essere diffuse con piu’ efficacia, e’ possibile per esempio effettuare dei concerti e/o dei concerti/seminari nei quartieri di Roma, sfruttando strutture di proprieta’ del comune, oppure locali di scuole di musica o di scuole e/o licei in generale, oppure jazz club eventualmente situati nella zona d’interesse. E’ infatti indubbio che molte zone di Roma siano totalmente avulse dalla vita notturna e che recarsi da tali zone alle zone piu’ vive, dove per esempio trovare un jazz club per ascoltare un po’ di musica, e’ spesso un impegno che si preferisce non sobbarcarsi.
Il jazz nelle scuole
Un’altra iniziativa che riteniamo fondamentale per la diffusione della cultura jazzistica nei giovani, in modo da dar loro gli strumenti che possano loro permettere di accedere ad un modo complesso ma cosi’ affascinante e ricco di storia, e portare il jazz nelle scuole.
Questa iniziativa potrebbe anch’essa essere caratterizzata da concerti e/o concerti/seminari da effettuarsi nelle scuole medie inferiori e/o superiori con sessioni di domande e risposte, eventualmente ad intervallare o a seguire le esecuzioni di musica dal vivo.
E’ indubbio l’interesse manifestato dai giovani per queste iniziative, che abbiamo spesso sperimentato, sebbene dovute ad iniziative sporadiche di singoli insegnanti e non parte di un progetto di piu’ ampio respiro.
Coordinamento e supporto jazz club
Un altro argomento che ci sta a cuore e’ la buona salute (e la sopravvivenza) dei jazz club, quali principali fonte di sostentamento e di espressione per i musicisti jazz.
In base ad argomenti sopra trattati, le scelte di un gestore di jazz club hanno spesso poco a che fare con motivazioni artistiche, dovendo invece sottostare a molto piu’ terrene esigenze commerciali e di mercato. Inoltre, il jazz club e’ spesso un locale di media grandezza, se non piccolo addirittura (non e’ raro il caso di 20/30 posti a sedere), il che rende spesso impossibile ospitare gruppi di piu’ di quattro elementi.
La Casa del Jazz potrebbe a questo proposito effettuare molte attivita’ di sostegno per i jazz club:
1) pubblicita’ della programmazione
2) defiscalizzazione di alcune spese (S.I.A.E.?, ENPALS?...)
3) coordinamento della programmazione (es.: serie di concerti di un gruppo in piu’ locali)